
Nella pace dell'aeroporto Inglese di Heathrow -pace si fa per dire visto che l'Alitalia come al solito era in ritardo mostruoso sulla tabella di marcia-, l'occhio curioso e vagante mi e' caduto su qualcosa che ha dell'incredibile, allucinante e leggermente schifoso; il faccione di Mao Zedong che capeggia trionfante sopra la fiaccola dei Giochi Olimpici.
Sono rimasto intontito per un po', conteso fra risata isterica di circostanza e sdegno culturale stile Partito Democratico. Fortunatamente, per me, ho scelto la prima. Ma lo sdegno, comunque, un po' rimane. Insomma, capisco che nella Grande Madre Cina, il Mao, sia piu' famoso di Gesu' e decisamente piu' importante di qualsiasi Nelson Mandela. Capisco anche che il cinese medio lo adori; rincoglionito gia' di suo da esalazioni tossiche delle fabbriche, ora sta ancora peggio a causa di nuovi regolamenti entrati in vigore per dare un'immagine del lontano oriente piu' occidentale possibile. Perche' forse da noi non e' arrivata la notizia ma il Grande Soviet che comanda in Cina ha dato disposizioni al suo popolo di vestire il meno orientale possibile. In una norma si vieta anche di uscire in pigiama da casa. Forse per loro e' un'abitudine normale, ma per la grande Macchina Politica Cinese, in questo momento, non bisogna dare l'idea di un paese povero dove mancano i concetti basilari della Democrazia moda.
Quindi il pigiama e' bandito. Insieme al blocco dei siti oscurati, cioe', quelle pagine web troppo pericolose per il regime Cinese. “Googleare” parole come “Darfur”, “Tibet” e via discorrendo, porta a pagine bianche con scritto sopra “spiacente, la tua ricerca non ha portato a nulla”. Ma, per i giochi olimpici, questo “controllo precauzionale” e' stato tolto. Quindi ora ogni cinese “libero” ha la possibilita' di scoprire cos'e' quella nazione che e' stata massacrata dal caro Mao? NO! perche' la censura e' stata tolta solo negli alberghi che ospiteranno gli atleti mondiali. Geniale vero?
Comunque, tornando a Super Zedong e ai suoi fans, la faccia di uno dei piu' sanguinari dittatori mai visti prima fa' da “promoter” ai Giochi Olimpici. Colui che ha quasi cancellato dalla storia la societa' e la cultura Tibetana, fa' da “promoter” ai Giochi Olimpici. Colui che ha mandato a morire piu' di un milione di persone -lui stesso si vantava di averne sterminate 700.000 fra il 1949 e il 1953- fa' da “promoter” ai Giochi Olimpici.
Spero che nelle prossime edizioni lascino un posto anche a Hitler, Stalin, Mussolini e perche' no anche a qualche dittatore moderno. Perche' la storia non appaia solo qualcosa per vecchi. Quindi avanti il prossimo, forse Milosevich vuole essere la star dei prossimi giochi Inglesi. C'e' posto.
Nei girotondi della diplomazia internazionale, mai mi sarei aspettato tanta ipocrisia e “appecoramento” -come si suol dire in Italia. Un'ideale -quello dei giochi- di fratellanza, democrazia, liberta' e competizione sportiva -nel vero senso di questo termine- accostato al simbolo opposto, quello di Mao, che rappresenta la prigionia, lo sterminio e il genocidio.
In tutto questo “bordellone” arriviamo a oggi; la Cerimonia d'Apertura. Mi sono soffermato a guardarla un po' e devo dire che sono state di un patetico tremendo le “slinguate” in cui si lanciavano i commentatori parlando della bellezza drammatica e della profondita' toccante della storia Cinese riassunta in una bellissima sfilata. Si, la storia Cinese con qualche tattico “taglio”.
Quindi “il gigante si e' finalmente svegliato” -parole testuali di una voce fuori campo durante le riprese. Un vero piacere. “La Cina e' ora anche lei una potenza a tutti gli effetti” “Certo l'aria e' irrespirabile perche' il governo ha scelto la crescita piuttosto che il rispetto ambientale. E' una scelta che porta tanto consenso da parte del popolo, bisogna capirlo”. Due geni della politica.
I giochi sono iniziati. Vedremo come si evolveranno le cose. Spero vivamente che qualche rappresentante si dimostri apertamente contrario alla politica attuale del Soviet Orientale.
Restiamo a guardare...
1 commento:
Una cinica verità: la storia la scrivono i vincitori; in Cina sono i comunisti ad aver "vinto".
Posso comprendere che la Cina, ormai membro di peso del WTO, sia un partner irrinunciabile per tutti i paesi, ma speravo che l'Occidente avrebbe chiesto un conto in "punti democratici". Purtroppo il debito della più grande forza occidentale (USA) è in gran parte in mano ai cinesi: per la prima volta nella storia democrazia, capitalismo, dittatura e comunismo mangiano felici e giulivi allo stesso tavolo, nessuno contravvenendo "ufficialmente" alle regole dell'altro.
Quello che mi consola e che la storia ha visto momenti peggiori e paradossi altrettanto grotteschi. Può sembrare impotenza, forse egoismo, ma, a mio avviso, l'unica realistica attuale speranza risiede nel tempo: prima o poi il più numeroso popolo che si sia mai visto riuscirà da solo ad osservarsi allo specchio (quell'anno entrerà sicuramente nei libri di storia con la stessa importanza dell'89).
Posta un commento