mercoledì 22 ottobre 2008

Me, me stesso ed io

27 Febbraio 2007, Tonino Di Pietro compare in udienza camerale davanti al Gip di Roma in qualità di indagato per falso ideologico e truffa aggravata in relazione all'utilizzo per scopi personali di fondi pubblici incamerati dal partito dell'Italia dei Valori. Facciamo un passo indietro e cerchiamo di comprenderne le motivazioni.
Il 26 Settembre del 2000 a Roma, dinanzi al Notaio Bruno Cesarini, nasce la libera Associazione Italia dei Valori Lista Di Pietro - fondata da 300 militanti - il cui oggetto sociale era la valorizzazione, la diffusione e la piena affermazione della cultura della legalità, la difesa dello stato di diritto e la realizzazione di una prassi di trasparenza politica e amministrativa. Tale Libera Associazione, trasformata nel frattempo in partito politico, era stata costituita (oltrechè dai 300 militanti) da tre soci portanti tra cui anche Tonino; dopo poco tempo però all’insaputa degli associati, Antonio Di Pietro modifica lo statuto, trasferendo la gestione ad un comitato ristretto costituito da lui stesso insieme alla fedelissima Silvana Mura e all'Avvocato nonchè co-fondatore Di Domenico. Qualche tempo dopo chiede le dimissioni di entrambi e resta di fatto dominus incontrastato;

Per l'Associazione Italia dei Valori i rubinetti del finanziamento pubblico si aprono per la prima volta a fine 2001, quando nelle casse entra circa mezzo miliardo del vecchio conio, somma che rappresenta il 40% del rimborso complessivo spettante al partito per la partecipazione a diverse tornate elettorali non solo politiche ma anche regionali siciliane e molisane. Nel 2002 arriva l'integrazione di 2 milioni di euro, cui se ne aggiungono altri circa 200 mila per le elezioni al Senato : la curiosità è che in quella tornata l'idv elesse un solo senatore, il bergamasco Valerio Carrara, che appena insediatosi a Palazzo Madama passò nelle fila di Forza Italia...
Nel 2003, con le casse piene poichè rimpinguate dai rimborsi elettorali (che nel 2006 ammonteranno a poco più di 22 milioni di euro), il partito decide di cambiare la sua sede e da Busto Arsizio in via Milano 14 passa alla centralissima via Casati 1 di Milano : un appartamento di nove vani al quinto piano. Il contratto d’affitto? Non è un problema. Perchè proprietaria dell’immobile è l'immobiliare Antocri, acronimo prescelto da papà Antonio Di Pietro per ricordare fin dal nome della srl i suoi tre figli Anna Totò e Cristiano, e di cui lo stesso papà Di Pietro risulta socio unico. «Dopo lunga discussione fra il proprietario Di Pietro e l’inquilino Di Pietro - si leggerà magari nel verbale - si è convenuto un canone mensile pari ad euro 2.800». La cifra non è di fantasia: risulta infatti dichiarata nei bilanci della srl, costituita con l’unico fine di gestire gli immobili. D’accordissimo naturalmente anche l’inquilino;

Passa un anno e la storia si ripete, così un nuovo gioiello entra a far parte del patrimonio di Antocri: si tratta dell’appartamento da 10 vani al quinto piano di via Principe Eugenio 31, nella Capitale. Guarda caso, proprio in quel periodo del 2004 Italia dei Valori cerca casa a Roma. Proprietario (Di Pietro) e inquilino (sempre lui) si mettono d’accordo sull’affitto e così, previa trasformazione della destinazione d’uso dell’immobile, il partito dei moralizzatori ha una sede confacente anche a Roma. Resta a questo punto da chiedersi quale origine hanno le straordinarie performances di una srl da 50 mila euro di capitale che riesce in soli due anni ad acquistare immobili di così grande valore. Quanto? Il bilancio 2005 di Antocri, alla voce “immobilizzazioni materiali”, riporta la somma di 1 milione e 788 mila euro. La stessa voce per il 2004 era rappresentata da 619 mila euro. Si tratta di somme evidentemente inferiori al valore di mercato dei due prestigiosi immobili. E che sono, comunque, al netto del mutuo.

Si perchè Antonio Di Pietro ha un mutuo sulle spalle. Anzi, due. il primo, da 276 mila euro e spiccioli, riguarda l’immobile milanese ed è stato stipulato il 20 aprile 2004; il secondo, per la magione romana, è pari a 386 mila euro circa e risale al 7 giugno 2005. Fanno oltre 660 mila euro di mutuo, stipulato con la BNL, che scadranno fra il 2015 e il 2019. Con rate, supponiamo, non leggerine. Come le paga Antocri, che non svolge nessun’altra attività? Semplice. Con i canoni d’affitto dell’inquilino. Che è Italia dei Valori. Che riceve il finanziamento pubblico. Inoltre Antocri, oltre alle proprietà romane e milanesi, possiede case a Bruxelles, Montenero di Bisacce e persino in Bulgaria e quelle stesse case le da poi in locazione al partito, alla sede del giornale e agli uffici in cui si muove Di Pietro. La tempistica sospetta degli acquisti degli immobili potrebbe fare pensare a soldi travasati dai contributi pubblici. Ma questo è tutto da dimostrare. Di fatto Di Pietro ha tirato fuori quasi un milione e duecento mila euro cash negli ultimi anni solo per comprare gli appartamenti della Antocri tra Roma e Milano. Sia come sia, l'Italia dei valori è stata segnalata al Consiglio d Europa perché ad approvarne i bilanci, per milioni di euro di fondi pubblici, è di fatto un'unica persona cioè Di Pietro stesso, il quale con esilaranti particolari di assemblee sociali parla, interloquisce e obietta tutto da solo e alla fine approva i bilanci.

Qualcuno sta cercando di vederci chiaro mentre Di Domenico punta l’indice su «diverse condotte - a parere dello scrivente - tutte penalmente rilevanti e complesse, che vanno dal raggiro alla truffa contrattuale per il fine dell’ingiusto profitto personale, dall’appropriazione indebita alla truffa nei confronti dello Stato, per l’illegale ricorso al finanziamento pubblico ai partiti politici».
La magistratura intanto indaga...


Fonti : ilGiornale Ariannaeditrice feliceiovino

venerdì 17 ottobre 2008

Fatti i tazzi tui

Casal di Principe, come ormai molti sapranno, è una località campana molto nota per le sempre più frequenti vicende di cronaca nera in quanto teatro dei più aspri scontri e affari camorristici. Casale conta 20.708 anime delle quali finora ben 1.200 sono state condannate per reati mafiosi ed assoggettate al 41 bis. Gli ultimi fatti di sangue sono collegati agli ex boss Luigi e Alfonso Diana (pentiti nel 2005 dopo essere stati condannati per decine di omicidi) che hanno rivelato tutta una serie di particolari che riguardavano gli ex boss Francesco Bidognetti detto "cicciotto 'e mezzanotte" e Andrea Autiero (pentiti anche loro) e sulle modalità con cui gli affiliati al clan dei Casalesi riuscivano con particolare nonchalance ad occuparsi dei loro "affari" anche stando al fresco. In particolare raccontano di come Autiero riuscisse a sfruttare il suo lavoro di elettricista nel carcere di Gela che, facendolo spostare di reparto in reparto, gli consentiva di recuperare tutti i bigliettini che contenevano messaggi istruttori degli affiliati al clan, messaggi che poi lui riusciva a veicolare all'esterno con l'ausilio dei suoi familiari, in particolar modo della moglie e dei nipoti. Inoltre i fratelli Diana hanno fornito una nutrita nonchè dettagliata lista contenente nomi e cognomi dei principali killer Casalesi che in questi anni hanno tinto di rosso le strade e le piazze di mezza campania, Casale di Principe in primis : il risultato è stato che grazie alle loro confessioni sono state arrestate 107 persone sospettate di essere affiliate al clan. Questa loro collaborazione naturalmente non è affatto piaciuta all'organizzazione criminale, tant'è che la risposta della camorra non si è fatta attendere : il 5 di Ottobre è stato assassinato con 14 colpi di pistola calibro 9 per 21 Stanislao Cantelli, un neo pensionato di 60 anni spregiudicato, la cui unica colpa è stata la parentela con i due boss dalla "lingua lunga".
Questa è solamente l'ultima porcata di una lunga serie e il punto su cui voglio arrivare è in realtà un altro, sebbene strettamente correlato. Restando sempre in tema di rivelazioni di pentiti, l'ultima in ordine cronologico riguarda il pentito Carmine Schiavone (cugino del boss Francesco Schiavone detto Sandokan) il quale ha rivelato, oltre a particolari riguardanti il clan dei Casalesi, l'esistenza di un "piano" per l'uccisione di Roberto Saviano (celeberrimo autore del libro Gomorra) e di tutta la sua scorta dando addirittura collocazione temporale : entro Natale (manco fossimo ad una stazione meteorologica U.U). Come era prevedibile un'affermazione del genere (confermata indirettamente dalla ritrattazione di Schiavone e da altre rivelazioni incrociate) ha scosso profondamente anche l'impavido Roberto Saviano, che da due anni vive sotto scorta (cioè non vive ndr) ma soprattutto non ha modificato le sue abitudini proprio in virtù del fatto che non ha mai avuto paura per la propria incolumità. Dopo queste rivelazioni tuttavia ha confidato di voler addirittura abbandonare l'Italia, di voler finalmente ritornare a vivere e farsi una famiglia. Lo scrittore e saggista britannico Salman Rushdie (famoso per il suo bestseller "i versi satanici" che ha provocato una "fatwa" di "Khomeyni" ossia una condanna a morte nei suoi confronti per bestemmia decretata dal regime iraniano e che ha già portato all'uccisione del traduttore giapponese e al ferimento di quello italiano) è arrivato persino a suggerire al nostro impiccione di scegliersi molto attentamente il luogo in cui fuggire (fuggire non è il termine usato da Saviano ma come la si volta e la si gira di quello purtroppo si parla) in quanto la mafia all'estero lo tiene d'occhio e lo sa bene per esempio l'FBI che ha avuto modo di proteggerlo dai nostri beneamati concittadini siciliani ammanicati oltre oceano. Ebbene ecco finalmente il punto della questione : non bastava la camorra che fa da padrona assieme alla mafia e alla ndrangheta ma altri due grossi problemi ci affliggono, ossia l'OMERTA' e l'INDIFFERENZA. Qualche sera fa sono rimasto letteralmente allibito nel seguire l'intervista dedicata a Saviano condotta da Mentana a Matrix e un documentario girato da Repubblica, dove la cosa più triste non erano (relativamente s'intende) le "scontatezze" del tipo affari camorristici, minacce, uccisioni e quant'altro quanto piuttosto ciò che emerso da alcuni servizi che avevano lo scopo di raccogliere le opinioni su dette questioni tra la gente di Casale, soprattutto tra i giovani. E sono proprio questi la classe della popolazione che più lascia interdetti, coloro cioè che dovrebbero rappresentare il nostro futuro, la nostra speranza. Eccovi un estratto integrale del servizio di Repubblica : "Saviano poteva farsi anche i c.... suoi" ; "ora come dobbiamo fare ad andare a scuola se ci tolgono i pulmini? non poteva farsi i fatti suoi? prima a casale queste cose non succedevano, stavamo tutti tranquilli" ; "è nu scem, putev stàssene nda 167 sua invec di venì accà stu scem!" ; "le minacce? non ci credo, è solo un fenomeno mediatico come tutti quanti gli altri" ; "l'unica cosa che sappiamo ora è che non possiamo stare tranquilli, prima con la camorra stavamo tranquilli! non è vero che spacciano droga ed inquinano!!" ; "secondo me non bisogna fare nulla perchè noi stiamo tranquilli, stiamo normali" ; "è da apprezzare il coraggio che ha avuto a parlare di Casale di Principe ma non avrebbe dovuto farlo perchè non sono cose che gli riguardano e noi studenti dobbiamo stare pieni di carabinieri, finanza e posti di blocco per colpa sua" ; "l'esercito non fa male alla camorra ma a noi, se la polizia ferma gli scooter e i ragazzi non stanno a posto gli fanno le multe" ; "i morti non li ha fatti Saviano ma lui ha portato l'attenzione su Casale di Principe, se venivate un mese fa trovavate 10\15 mila persone tutti a portare in giro la Madonna" ; "Saviano viene sfruttato dallo Stato, verrà ucciso dai servizi segreti e la colpa ricadrà su di noi".

Come potete leggere voi stessi si tratta di affermazioni che dire deliranti è un eufemismo! A questo punto lascio a voi trarre le conclusioni perchè se dovessi farlo io suggerirei di premere il bottone e fare qualche piccola modifica alle cartine geografiche italiane.


FONTI : la Repubblica Wikipedia il Giornale Wikio

giovedì 16 ottobre 2008

Casalesi delle Liberta'

E' finalmente uscito allo scoperto un nuovo clan nella scena mafiosa del Mezzogiorno: il Popolo delle Liberta'.

Questa nuova cosca e' di ispirazione economico/industriale. Una definizione dettata dalla scoperta di un "presidente lavoratore" al vertice che si sostituisce alla ormai antiquata figura del padrino. Pare si faccia chiamare Al Tappone.

Vorrei poter continuare l'articolo in questa luce sarcastico-satireggiante, ma purtroppo la gravita' della situazione mi impone un minimo di serieta' e un bassa percentuale di battute ironiche.

Come in ogni Democrazia che si rispetti (appunto con la D maiuscola) anche l'Italia fa di tutto per avere rappresentati di tutti i ceti sociali in Parlamento. Abbiamo la Lega per quelli al Nord che vanno in overdose da Viagra, abbiamo Alleanza Nazionale per i nostalgici del capoccione pelato al balcone e infine abbiamo anche Nicola Cosentino che rappresenta gli uomini d'onore di Casale e ne fa gli interessi.

Nicola nasce a Casal di Principe il 2 Gennaio del '59. Giovanissimo si interessa subito di politica spinto dalle necessita' del suo parente acquisito Peppe o'padrino (Giuseppe Russo), noto boss dei Casalesi in cerca di diritti mafiosi inalienabili.

Nico e' molto amato a Caserta -parte mafiosa ndr- , tanto amato che e' grazie agli elettori mafiosi Casertani se e' arrivato dov'e' ora. Infondo e' un uomo d'onore anche lui alla pari di tutti gli altri. Anzi lui e' il loro "uomo"; Dario De Simone, ex-boss casalese pentito dal '96, definisce cosi', durate un interrogatorio, il disonorevole: "Aveva avuto espressamente il nostro aiuto per le sue elezioni, era a disposizione per qualunque cosa noi gli avessimo potuto domandare. Se gli avessimo chiesto un certo tipo di lavoro pubblico, non esisteva che potesse rifiutarsi.". E ci mancherebbe solo rifiutarsi! Cosentino e' grato ai suoi elettori, tanto grato che addirittura ha fatto da postino per Francesco Schiavone, detto Sandokan, e il cugino Carmine, mentre il primo era latitante e si andava a nascondere qua' e la'. Anche in tempi di fuga, la Cosentinotel era tutta intorno a lui.

Ma ancora altri amici lo ricordano con amore, affetto e quel pizzico di rispetto professionale. Michele Froncillo (pentito del 2008) ricorda con gratitudine come era facile vincere le gare pubbliche quando c'era lui e conferma tutto Gaetano Vassallo, definito dall'Espresso un "'imprenditore di camorra che per un ventennio ha inondato la Campania di scorie tossiche" che e' l'ultimo pentito (per ora) ad aver testimoniato contro Cosentino.

Per il resto abbiamo gli amici cari, quelli dei bei tempi andati, che parlano di lui con nostalgia: Walter Schiavone, Vincenzo Zagaria e Vincenzo Schiavone. Tutti ex-boss e tutti in carcere ora. Lo aiutarono nelle elezioni dopo che Nicolino a sua volta chiese aiuto a De Simone. Gli fecero prendere bei voti, perche' tutto si puo' dire della camorra tranne che non gli va' di lavorare per il bene comune LORO.
Cosi', mentre la famiglia Cosentino guadagnava qualcosa come 10 milioni di euro su terreni della centrale elettrica di Sparanise e costruiva un colosso per lo sfruttamento di petrolio e gas, grazie al nullaosta del prefetto Elena Stasi messa' li' da Nicola stesso, la manovalanza camorrista si preoccupava di fargli avere i voti alla loro maniera pittoresca.

Ora Cosentino e' li. Pronto a soddisfare ogni richiesta piu' fantasiosa dei suoi elettori. D'altra parte era stato chiaro, le sue promesse elettorali erano fatti in potenza. " Il Cosentino mi riferì che la vittoria della coalizione di Forza Italia avrebbe sicuramente comportato un alleggerimento della pressione nei nostri confronti e in particolare si riferiva alle disposizioni di legge sui collaboranti della giustizia. Ricordo anche che parlavamo degli orientamenti politici dei giudici che si occupavano delle nostre vicende, in particolare del dottor Greco e del dottor Cafiero che ritenevano particolarmente agguerriti nei nostri confronti. Arrivammo alla conclusione che l'affermazione di Forza Italia avrebbe potuto mutare la situazione, nel senso che i giudici di sinistra sarebbero stati ridimensionati e non avrebbero più avuto quel potere alla Procura di Napoli. Il Cosentino mi disse che bisognava stare attenti soprattutto in riferimento all'attività politica degli onorevoli Diana e Natale in quanto persone vicine all'onorevole Violante e che facevano pressioni affinché vi fosse un intervento costante nella zona da parte delle forze dell'ordine." Cazzo, piu' chiaro di cosi'!?

Quindi i magistrati non solo sono comunistacci ma vogliono addirittura mandare in galera qualche mafioso, eh no...cosi' non va proprio bene; Nicola 'o 'Mericano', come lo chiamano in amicizia e affetto gli uomini d'onore, non poteva lasciare che qualcuno mettesse in galera il suo popolo.

Ed eccolo li' il disonorevole Cosentino. Ancorato alla sua poltrona, ben protetto da don Berlusconi e dagli alleati che fanno muro attorno a lui; la prova di omerta' piu' alla luce del sole di sempre. Ma non e' tanto l'alleato o il Caimano d'Arcore che mi fa rabbia, quanto la sinistra-ombra che ombrosamente si accora a questo silenzio assordante.
Comunque spero che la gente che non sa', legga e si informi quanto prima, anche su testate piu' autorevoli e "serie" di questa (che tra l'altro non e' neanche un testata ma un blog); la vera ombra al Parlamento non e' quella del PD senza L, ma quella della Camorra. Preferirei avere al Governo uno xenofobo/nazifascista piuttosto che un camorrista; questo ovviamente e' il mio parare PERSONALISSIMO...spero sia anche quello piu' diffuso.

"Al Tappone" e "PD senza L" sono rispettivamente copyright di Marco Travaglio e Beppe Grillo

FONTI: L'Espresso Wikipedia

venerdì 3 ottobre 2008

Heil!!


Guardate questo allegro faccione. Direste che appartiene ad un simpatico nonnino un po' allegro. Uno di quelli che magari potete incontrare in un parco a leggere il giornale, sfamare i piccioni o a fare comunella insieme ad altri due o tre coetanei a parlare di calcio, il governo ladro e le solite manfrine.

Il rubicondo viso appartiene a Giancarlo Gentilini che, a differenza degli omonimi biscotti (e facciamo pure un po' di pubblicita' occulta), non e' ne dolce, ne buono.

Occupa attualmente la carica di vice sindaco a Treviso e mira alla supremazia ariana nella zona sotto il suo controllo. Parliamo di pulizie etniche, tolleranza doppio zero (come l'ha definita lui stesso), in un recente comizio a Venezia ha espresso anche il desiderio di "eliminare i bambini che vanno a rubare agli anziani".

La procura attualmente ha aperto un fascicolo per "istigazione al razzismo" e "odio razziale". Ma andiamo a conoscere nel dettaglio questo amabile vecchietto.

Nato il 3 Agosto del 1929 a Vittorio Veneto. Laureato in Giurisprudenza (ha pure studiato per dire vaccate simili) e' passato all'ufficio legale Cassamarca come responsabile. Vedendo il suo paese minacciato dal sangue infetto straniero si e' deciso ad entrare in politica per rimettere le cose a posto alla sua maniera.

Cosi', come sindaco (e successivamente vicesindaco) di Treviso ha iniziato la sua battaglia contro i "negri", i "culattoni" e i "giornalisti che infangano la lega" (a cui vorrebbe infilare turaccioli su per il culo...lo aspettero' con ansia a natiche aperte allora). Ultimamente e' finito su tutti i giornali per un delirio nazi-leghista. Come avevo accennato prima, infatti, a Venezia sotto scroscianti applausi (ed e' quello a preoccuparmi) ha dato addosso agli extracomunitari, a Roma, ai burqa, ai luoghi di culto Islamici, ai culti Islamici, agli insegnanti stranieri, ecc...

Insomma ha sparato a 360 gradi. Ma d'altra parte cosa ci si poteva aspettare da un mammifero bipede (uomo e' troppo) che in precedenti occasioni ha affermato di voler procedere con una "pulizia etnica dei culattoni" e "di sparare con i bazooka ai gommoni di immigrati"? Cosa ci si poteva aspettare da chi ha urlato piu' volte "vadano a pregare nei deserti" riferendosi alla liberta' di culto verso i Mussulmani?

Nell'accozzaglia di odio e parole ha anche inserito qualche chicca come "Voglio la rivoluzione contro chi vuole dare la pensione agli anziani familiari delle badanti extracomunitarie. Sono denari nostri E io me li tengo. Questo è il vangelo di Gentilini: tutto a noi e se avanza qualcosa agli altri... Ma non avanzerà niente". Effettivamente e' proprio cosi'. Pare infatti che durante l'amministrazione Genitalini, l'assegnazione delle case popolari sia stata fatta con questo moderno teorema leghista: consiglieri comunali verde prato e parenti stretti per primi, agli altri se avanza...ma non e' avanzato.

Quindi come vedete almeno e' un uomo coerente. Se dice qualcosa la fa'. Spero che della stessa linea morale sia anche la nostra procura e si sbrighi quanto prima a compiere il suo dovere. Visto che se abbiamo tempo da buttare e indagare su "vilipendio papale" per una attrice/regista ne avremo sicuramente da impiegare per perseguire penalmente un NOSTRO sindaco, che per quanto vorrebbe abbandonarci lavora su TERRITORIO ITALIANO e istiga apertamente al razzismo e alla violenza. Ribadisco un sindaco, il primo cittadino. Se questo e' il primo, allora chissa' come sono i secondi.

Non voglio fare di tutta l'erba un fascio (anche perche' il fascio lo fa gia' bene Gentilini) ma a Treviso o sono tutti molto rincoglioniti o la maggior parte della gente la pensa come questo strano animale protonazista. Come gia' detto in precedenza e' questo a preoccuparmi. A Roma abbiamo avuto recentemente un atto di violenza razziale, a Milano un nero e' stato ucciso a sprangate. Improvvisamente, i mostri che speravamo fossero scomparsi con la fine della seconda guerra mondiale sono tornati piu' attivi che mai e ancora piu' violenti.

Mi hanno parlato di violenza verbale, di giorno anti-democratico, quando le maggiori testate giornalistiche affrontarono il "No-cav Day". Questo allora cos'e'? Un genoicidio orale? Un campo di sterminio della favella?

Attendo con ansia l'ondata di moralisti che si sollevo' per la Guzzanti farsi avanti per nonno Genitalini. Intanto prego chiunque legga questo blog di postare in risposta a questo mio articolo, ogni atto di violenza razziale di cui e' stato testimone ultimamente. Sarei interessato a controllare quanto effettivamente questa onda di xenofobia e neonazismo leghista sta influenzando/ammalando il nostro paese, da sempre porto di genti e cresciuto proprio grazie al commercio "interraziale".

Ma la storia per Genitalini e quelli come lui e' sempre stata un "gigantesco gomblotto comunista contro la razza ariana"...

P.S.
Il discorso integrale del nazi-nonno lo trovate qui