
Nel calderone di notizie attuali, come il Lodo Alfano qui gia' trattato marginalmente, c'e' qualcosa che e' sfuggito all'attenzione di molti e rischia di colpire duro la libera informazione che da anni e' il simbolo della rete.
Con "libera informazione" intendo tutto quel mare di terabyte che ogni utente -o azienda- ha contribuito a creare con il loro piccolo supporto. Anche questo blog ne fa parte e come lui, migliaia di altri. Quindi dalla piu' piccola guida, o tutorial, al gigante Wikipedia, passando per tutti i piccoli e grandi siti amatoriali e non, rischiano l'estinzione dal web, grazie alle menti geniali di due nostri -ormai- ex-onorevoli: Riccardo Franco Levi (nella foto) e Romano Prodi.
La proposta di legge, gia' passata al vaglio del Consiglio dei Ministri e ora in attesa di approvazione del Parlamento, vuole riorganizzare il "cyberspazio" italiano. Prevede infatti, e cito testualmente: "L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet". Inoltre mette in prima linea per reati di diffamazione gli autori dei blog, o siti, regolarmente iscritti nel ROC (vedi sopra-Registro degli Operatori di Comunicazione).
In pratica, semmai questa censura verra' approvata, ogni sito web che produce una qualunque informazione -perche' nel progetto di legge e' spiegato chiaramente che per editoriale si intende anche la diffusione di notizie non necessariamente a scopo di lucro- dovra' piegare la testa e far controllare i suoi contenuti o essere bandito come illegale e quindi oscurato dalla visibilita' del web.
Trattati alla stregua della Cina, a cui non e' permesso di accedere a siti che parlano di "Tibet Libero" o anche dei piu' basilari "Human Rights", gli Italiani ancora non hanno preso una posizione a riguardo, anzi sembra proprio che la notizia sia passata di soppiatto sperando di "mimetizzarsi" nel caos del cambiamento forzato di governo.
Ancora una volta la sinistra da' una prova tangibile del perche' abbiano subito una sconfitta cosi' forte. Invece di preoccuparsi di punti focali e problemi reali dell'Italia, come le morti bianche, la disoccupazione giovanile e il precariato, il parlamento "invaso" da criminali e pregiudicati, si trastulla con leggi autogol come questa o cercando di decidere se fare una toilet a parte per l'onorevole Luxuria. Comunque invece di starsene buoni e fermi, se proprio non avevano intenzione di migliorare la situazione, hanno deciso di comune accordo di peggiorare il tutto. Ma si sa', quando si tratta di oscurare e nascondere, l'attuale classe politica che abbiamo e' "un sol cuore e una sola anima".
Invito chiunque abbia a cuore la sorte di Internet in Italia a firmare questa petizione e a farla girare fra i loro contatti. Purtroppo a causa di molti alti problemi, fra cui alcuni ben piu' gravi (ed e' tutto dire), non e' stato notato questo piccolo regalo d'addio del nostro ultimo Governo.
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Il disegno di legge lo potete trovare qui
FONTI:
Legge Levi-Prodi: "Chiudiamo la bocca a Internet"
Il disegno di legge Levi-Prodi e il controllo della rete
Internet Tax, la fine dei Blog?
Wikipedia: Disegno di legge Levi-Prodi
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