Fa tanto clamore, in questi caldi giorni estivi, la nuova legge del Berluskaiser -come era solito chiamarlo il suo compagnetto di partito Bossi nel lontano 1994-: il Lodo Alfano. La patata bollente e' attualmente legge, dopo il "si" unanime del Capo dello Stato, della Camera prima e del Senato infine, e nel vespaio politico che si e' creato vola un po' di tutto e non si riesce piu' a tracciare una linea di divisione fra frasi sensate e vaccate.
Il Premier, cosi' felice da rischiare di nullificare il suo ultimo lifting con un sorriso a trentadue denti, afferma che "ci siamo guadagnati la liberta' di governare" e aggiunge "che una legge come questa e' il minimo per assicurare la democrazia". Gli altri suoi fidi incalzano dicendo che "ci siamo messi al passo con l'Europa".
Tutta un'altra canzone invece dalla parte delle opposizioni. L'Italia dei Valori grida a pieni polmoni che e' una "legge incostituzionale e democraticida". Il PD senza L -come direbbe Grillo- invece e' "leggermente" contario e cerca di reggere la faccia con un bisigliato "legge ad personam" mostrando anche una carenza di originalita'. Tirandola in soldoni, l'unico oppositore di questo disegno di legge sembrerebbe essere Antonio Di Pietro che attualmente sta organizzando un referendum -probabilmente pronto per Settembre/Ottobre- per mettere la decisione ultima in mano ai cittadini. Quale simpatica utopia. La destra, di conto suo, si sta gia' organizzando e ha dato ordine ai suoi di non votare al referendum anti-lodo per non far raggiungere il quorum. Una mossa democratica. Veramente.
Il polverone rimane alto e, come al solito, invece di cercare delle argomentazioni si butta il tutto sugli insulti e le frasi a stilettata stile "AmicidiMariadeFilippi". Eppure ci sarebbe tanto da dire su questa legge, tanto da spiegare e far capire.
Ad esempio in questo articolo interessantissimo si guarda con occhio diverso alla mentalita' che ha imposto l'arrivo di una legge del genere. L'ho letto veramente con piacere e cio' che scrive e' di base giusto e sensato, il problema e' che da' per scontato che i criminali debbano per forza arrivare al governo. Insomma:"meno male che c'e' il Lodo Alfano, altrimenti a causa di tutte queste crisi di governo causate da parlamentari mafiosi/corrotti/criminali non si riusciva piu' a governare". La domanda sorge spontanea -o almeno dovrebbe-; non sarebbe bastata una legge per mantenere il parlamento "pulito"? Cioe' andiamo, opinioni a parte, e' una cazzata che per diventare carabiniere devo essere incensurato ma se sono il Ministro della Difesa posso pure essere un mafioso.
Dal partito con piu' pregiudicati nella sua lista sarebbe stato un po' "autogol" buttarsi fuori dal Parlamento da soli. Berlusconi in testa a tutti.
La situazione attuale quindi e' questa: l'Italia, rallentata nella sua crescita dai continui governi traballanti caduti per problemi giuridici penali per cui sono stati indagati mafiosi e corrotti che facevano parte PROPRIO dell'organico di quei governi, dice basta e si sceglie un premier pregiudicato, uno Schifani indagato per mafia e il restante manipolo di "manigoldi", come giusti leader e protettori -papponi-; per concludere, approva loro una legge che li rende immuni difronte alla giustizia. Se ci spedivano pistole gia' cariche a casa faticavano di meno.
Ben differente e' la posizione che prende questo articolo di Repubblica che smonta questa farsa del "c'e' l'ha tutta Europa". Un'affermazione in pieno stile Berlusconi, una mezza verita' di partenza e valangate di bugie a sostegno. Neanche i venditori porta a porta! -verso cui peraltro nutro maggior rispetto. Il Lodo Alfano e' roba nostra, anzi, e' Cosa Nostra. Da dove vengo io chi non viene giudicato come gli altri, vuoi per favori/soldi/fama, viene chiamato "mafioso" o "viscido".
Cosi' siamo arrivati a una conclusione o comunque abbiamo il quadro completo. Berlusconi, alle strette per il processo Mills, porta avanti una legge anticostituzionale e democraticida. Schifani, preso nel fuoco incrociato, crede di sognare mentre vede la possibilita' di evitare il processo per mafia. Attualmente infatti ha denunciato per diffamazione il super-pentito Francesco Campanella che ha testimoniato la presenza dell'Onorevole insieme al compagno di merende La Loggia al matrimonio di Mandala'. Ci sara' da ridere se le indagini sulle testimonianze del pentito dimostreranno complicita' fra il boss e Schifissimo. Napolitano, chiaramente sotto stupefacenti veramente illegali -parliamo del "siero della verita' " o qualcos'altro di atrettanto potente per annulare la volonta'- firma, la Camera approva compiacente, il Senato timbra tronfio.
I Cattivi vincono e i Buoni non hanno ben capito cosa e' successo. Non voglio gettare il resto di questo articolo nel populismo e neanche fiondarmi in quei salotti che prima denigravo. Pero' e' veramente difficile rimanere zitti e fermi, almeno personalmente visto che per il resto dell'Italia -IdV apparte- e' la norma.
Vedremo come andra' a finire...
FONTI: Eurolab Messina, La Repubblica, Schifani su 90011, Il Corriere
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2 commenti:
La questione del lodo Alfano è tanto spinosa quanto vecchia ma soprattutto suscettibile di indurre l'Alzheimer a comando.
Il cosiddetto "scudo penale" è stato pensato per la prima volta in Italia circa 15 anni or sono, a seguito dell'osservazione di un'anomalia(quasi tutta italiana peraltro)ormai divenuta fatto stilizzato e che riguarda gli intricati rapporti tra politica e giustizia, poteri entrambi "forti" ma ammalati di sempre più frequenti crisi d'identità : a mio avviso emblematiche sono le dichiarazioni sfacciatamente ossimore di attenti osservatori internazionali del calibro del Financial Times, il quale riesce tranquillamente a coniugare frasi del tipo "berlusconi è un clown\corrotto\incapace\bugiardo" e "berlusconi quando parla della giustizia italiana lo fa a ragione".
La predetta nefandezza viene concepita nel lontano 1993 ad opera di un parlamentare della Margherita, giustappunto l'onorevole Antonio Maccanico; senza discernere troppo nei particolari tale ddl prevedeva l'immunità per le quattro più alte cariche dello Stato più il Presidente della Corte Costituzionale (l'aggiunta del Capoccia della Consulta mi dà da pensare che si trattasse della tangente pagata per l'approvazione, ma questo è solo un mio pensiero personale) ma a causa delle perenni beghe del centrosinistra e della loro cronica incapacità prima che politica proprio personale ed umana tale ddl rimase sepolto sotto chili di carta straccia e vari strati di polvere. Nel 2002 venne riportato alla luce da un tale Boato (l'onorevole ndr) e dopo l'approvazione di un maxi-emendamento proposto da Schifani venne fatto diventare legge dello Stato : peccato però che abbiano voluto veramente sgravare, per cui alla fine fu clamorosamente bocciato dalla Corte Costituzionale.
In ultima istanza la medesima formula è stata riproposta da Alfano, in versione però riveduta e soprattutto corretta tant'è che a questo punto non posso fare altro che spezzare una lancia a favore di Napolitano, denunciando sdegno per gli attacchi idioti di Di Pietro nonchè una piccola tiratina di orecchie all'autore dell'articolo : il recente lodo è stato redatto secondo le critiche mosse dalla Consulta a seguito della sentenza in cui si dichiarò "non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale del Lodo Alfano"; inoltre lo stesso Capo dello Stato ha "bacchettato" la Consulta smontando la sua tesi secondo la quale tali problematiche dovevano essere affrontate con una legge costituzionale invece che con una legge ordinaria, ribadendo tra l'altro che nella sentenza medesima sul lodo Schifani n.24 del 2004 tale importante precisazione non era stata fatta. Quì di seguito vi riporto un estratto integrale del discorso di Napolitano :
"[...] che sia stata oggi sancita la temporaneità dello «scudo immunitario» proposto a favore di tali soggetti, circoscrivendolo alla durata della carica, salva l’ipotesi di «nuova nomina» nel corso della stessa legislatura e nella medesima funzione; che sia stata ammessa la possibilità di rinuncia al relativo meccanismo di tutela da parte dei soggetti interessati; ed inoltre che sia stato consentito ai danneggiati dal reato di far valere le loro ragioni agendo davanti al giudice civile [...]".
Questo era quanto mi sentivo in dovere di precisare al fine di meglio identificare ruoli e soprattutto responsabilità, fatto salvo che io personalmente ho sempre ritenuto che tale tipo di "rimedio" sia assolutamente da condannare (ironia della sorte) e degno solo delle repubbliche (si fa per dire) sud-africane, delle banane, insomma chiamatele come volete. Questa volta berlusca e company hanno imparato dagli errori ed hanno proposto una leggina a prova di bomba...l'unica arma a nostra disposizione resta oramai solo il referendum.
P.S. ho volutamente evitato di parlare di Di Pietro e company perchè già così sono stato eccessivamente prolisso, ma credetemi che ci sono cose da raccontare molto interessanti e che nessuno sà, della serie fai quello che dico io ma non fare quello che faccio io!
@Francesco
Trovo molto interessante quanto hai scritto e mi ha fatto piacere il riassunto sul passato del ddl (che penso mettero' nel mio articolo spudoratamente linkando alla pagina di wiki relativa dove c'e' quanto hai scritto e molto di piu').
Per il resto, mi fa piacere vedere che sei d'accordo nel rimanere un po'...sconcertato davanti a questa legge.
Vedremo il referendum di IdV come andra' a finire, spero comunque nella mobilitazione generale, perche' se non dovesse raggiungere il qourum per le pecore comandate a bacchetta il tuo parallelo con le repubbliche delle "banane" sarebbe piu' che fondato.
Riguardo Di Pietro...tranquillo...la Antocri e' il prossimo bersaglio nel mirino
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