giovedì 16 ottobre 2008

Casalesi delle Liberta'

E' finalmente uscito allo scoperto un nuovo clan nella scena mafiosa del Mezzogiorno: il Popolo delle Liberta'.

Questa nuova cosca e' di ispirazione economico/industriale. Una definizione dettata dalla scoperta di un "presidente lavoratore" al vertice che si sostituisce alla ormai antiquata figura del padrino. Pare si faccia chiamare Al Tappone.

Vorrei poter continuare l'articolo in questa luce sarcastico-satireggiante, ma purtroppo la gravita' della situazione mi impone un minimo di serieta' e un bassa percentuale di battute ironiche.

Come in ogni Democrazia che si rispetti (appunto con la D maiuscola) anche l'Italia fa di tutto per avere rappresentati di tutti i ceti sociali in Parlamento. Abbiamo la Lega per quelli al Nord che vanno in overdose da Viagra, abbiamo Alleanza Nazionale per i nostalgici del capoccione pelato al balcone e infine abbiamo anche Nicola Cosentino che rappresenta gli uomini d'onore di Casale e ne fa gli interessi.

Nicola nasce a Casal di Principe il 2 Gennaio del '59. Giovanissimo si interessa subito di politica spinto dalle necessita' del suo parente acquisito Peppe o'padrino (Giuseppe Russo), noto boss dei Casalesi in cerca di diritti mafiosi inalienabili.

Nico e' molto amato a Caserta -parte mafiosa ndr- , tanto amato che e' grazie agli elettori mafiosi Casertani se e' arrivato dov'e' ora. Infondo e' un uomo d'onore anche lui alla pari di tutti gli altri. Anzi lui e' il loro "uomo"; Dario De Simone, ex-boss casalese pentito dal '96, definisce cosi', durate un interrogatorio, il disonorevole: "Aveva avuto espressamente il nostro aiuto per le sue elezioni, era a disposizione per qualunque cosa noi gli avessimo potuto domandare. Se gli avessimo chiesto un certo tipo di lavoro pubblico, non esisteva che potesse rifiutarsi.". E ci mancherebbe solo rifiutarsi! Cosentino e' grato ai suoi elettori, tanto grato che addirittura ha fatto da postino per Francesco Schiavone, detto Sandokan, e il cugino Carmine, mentre il primo era latitante e si andava a nascondere qua' e la'. Anche in tempi di fuga, la Cosentinotel era tutta intorno a lui.

Ma ancora altri amici lo ricordano con amore, affetto e quel pizzico di rispetto professionale. Michele Froncillo (pentito del 2008) ricorda con gratitudine come era facile vincere le gare pubbliche quando c'era lui e conferma tutto Gaetano Vassallo, definito dall'Espresso un "'imprenditore di camorra che per un ventennio ha inondato la Campania di scorie tossiche" che e' l'ultimo pentito (per ora) ad aver testimoniato contro Cosentino.

Per il resto abbiamo gli amici cari, quelli dei bei tempi andati, che parlano di lui con nostalgia: Walter Schiavone, Vincenzo Zagaria e Vincenzo Schiavone. Tutti ex-boss e tutti in carcere ora. Lo aiutarono nelle elezioni dopo che Nicolino a sua volta chiese aiuto a De Simone. Gli fecero prendere bei voti, perche' tutto si puo' dire della camorra tranne che non gli va' di lavorare per il bene comune LORO.
Cosi', mentre la famiglia Cosentino guadagnava qualcosa come 10 milioni di euro su terreni della centrale elettrica di Sparanise e costruiva un colosso per lo sfruttamento di petrolio e gas, grazie al nullaosta del prefetto Elena Stasi messa' li' da Nicola stesso, la manovalanza camorrista si preoccupava di fargli avere i voti alla loro maniera pittoresca.

Ora Cosentino e' li. Pronto a soddisfare ogni richiesta piu' fantasiosa dei suoi elettori. D'altra parte era stato chiaro, le sue promesse elettorali erano fatti in potenza. " Il Cosentino mi riferì che la vittoria della coalizione di Forza Italia avrebbe sicuramente comportato un alleggerimento della pressione nei nostri confronti e in particolare si riferiva alle disposizioni di legge sui collaboranti della giustizia. Ricordo anche che parlavamo degli orientamenti politici dei giudici che si occupavano delle nostre vicende, in particolare del dottor Greco e del dottor Cafiero che ritenevano particolarmente agguerriti nei nostri confronti. Arrivammo alla conclusione che l'affermazione di Forza Italia avrebbe potuto mutare la situazione, nel senso che i giudici di sinistra sarebbero stati ridimensionati e non avrebbero più avuto quel potere alla Procura di Napoli. Il Cosentino mi disse che bisognava stare attenti soprattutto in riferimento all'attività politica degli onorevoli Diana e Natale in quanto persone vicine all'onorevole Violante e che facevano pressioni affinché vi fosse un intervento costante nella zona da parte delle forze dell'ordine." Cazzo, piu' chiaro di cosi'!?

Quindi i magistrati non solo sono comunistacci ma vogliono addirittura mandare in galera qualche mafioso, eh no...cosi' non va proprio bene; Nicola 'o 'Mericano', come lo chiamano in amicizia e affetto gli uomini d'onore, non poteva lasciare che qualcuno mettesse in galera il suo popolo.

Ed eccolo li' il disonorevole Cosentino. Ancorato alla sua poltrona, ben protetto da don Berlusconi e dagli alleati che fanno muro attorno a lui; la prova di omerta' piu' alla luce del sole di sempre. Ma non e' tanto l'alleato o il Caimano d'Arcore che mi fa rabbia, quanto la sinistra-ombra che ombrosamente si accora a questo silenzio assordante.
Comunque spero che la gente che non sa', legga e si informi quanto prima, anche su testate piu' autorevoli e "serie" di questa (che tra l'altro non e' neanche un testata ma un blog); la vera ombra al Parlamento non e' quella del PD senza L, ma quella della Camorra. Preferirei avere al Governo uno xenofobo/nazifascista piuttosto che un camorrista; questo ovviamente e' il mio parare PERSONALISSIMO...spero sia anche quello piu' diffuso.

"Al Tappone" e "PD senza L" sono rispettivamente copyright di Marco Travaglio e Beppe Grillo

FONTI: L'Espresso Wikipedia

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