Finalmente sono usciti allo scoperto; se non tutti almeno si sono capiti i principali protagonisti delle manovre attorno alla cordata Alitaliana. Abbiamo un'ampia schiera di galeotti dell'economia: Passera, Marcegaglia, Gavio, Toto, Benetton e molti altri pronti a spartirsi il tortone gigante.
Intanto, il "colosso" Italiano, verra' diviso in due compagnie: la Bad Company e la Good Company. La prima, sara' la parte "sfigata", quella formata dall'attuale Alitalia, con i suoi attualissimi debiti e finira in mano allo Stato, in mano a noi, ancora meglio, nelle nostre tasche. La Good Company invece sara' quella dei 16 noti che si spartiranno amorevolmente interessi e guadagni come in un'unica grande famiglia, senza confini politici o ideologici. Ex centrosinistri andranno a braccetto con confindustriali che imboccheranno gli amici di d'Alema mentre tutti danzeranno con Berlusconi.
Quindi debiti pubblici e guadagni privati. Una mossa semplice e perfetta. Tutto ovviamente con l'aiuto della legge. La loro.
La Good Company infatti ha fatto tutto cio' che era possibile -e anche quello che non lo era- per schermarsi, proteggersi, Alfanizzarsi. Decidera' le tariffe per le rotte Roma-Milano, prive di concorrenza e totalmente monopolizzate, non ci saranno ribassi, tariffe scontate, un prezzo unico per tutti deciso dalla compagnia buona e accettato dagli aereoporti buoni anch'essi, perche' nei 16 good fellas i conflitti di interesse sono diventati una malattia comune, un'epidemia. Quindi Fiumicino dei Benetton accettera' le tariffe della Good Company dei Benetton. Tutto in regola. In famiglia si fa prima.
Tutti quelli che potranno vantare diritti sui mostruosi debiti Alitalia, andranno a bussare alle porte della Good company che li indirizzera' verso la societa' che tira fuori i soldi -visto che la loro e' quella che li prende soltanto. La Bad Company si trovera' a risarcire non solo il prestito ponte fatto durante l'ultimo governo Prodi, ma anche i creditori e le multe che verranno imposte dall'Unione Europea, perche' con l'unione Airone-Alitalia -decisa dai 16 noti fra cui Toto proprietario di Airone-, la futura ex-compagnia di bandiera rompe un vincolo di non-espansione grazie al quale aveva ricevuto il presito della UE.
Quindi avremo, multe, creditori, perdite. Improvvisamente ogni italiano si ritrovera' la coda fuori dalla porta come un moderno Paperino, perennemente squattrinato, perennemente inseguito dai creditori.
Il tutto si concludera' fra cinque anni, dove i capitalisti senza capitale venderanno, anzi svenderanno, la good company ad Airfrance o Lufthansa -alla faccia della cordata italiana per far rimanere Alitalia italiana e le solite cazzate italiane-
lasciandoci a noi con un tumore economico di debiti, una compagnia svenduta, zero rientro economico, tutta perdita. EVVAI!!!!
FONTI: www.beppegrillo.it LaRepubblica-Milano L'Occidentale LaRepubblica
PassaParola --> Marco Travaglio sull'Operazione Fenice
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